4^ edizione Orsetto d’ORO e d’ARGENTO

Giovedi 3 maggio scorso, presso il teatro comunale di Orsaria, il nostro sodalizio ha organizzato la 4^ edizione della consegna dell’orsetto d’Oro e degli orsetti d’argento 2018 alla presenza di Franco CAUSIO e Gigi DE AGOSTINI che ci hanno raccontato il loro “mondiale” con la nazionale italiana rispettivamente nel vittorioso 1982 in terra spagnola e terzo posto nel 1990 in casa. Aneddoti, storie, tattiche e segreti che i due grandissimi campioni hanno raccontato alle persone intervenute in un teatro esaurito in tutti i suoi posti. La serata è stata magistralmente presentata dalla bravissima conduttrice TV Giorgia BORTOLOSSI di Udinews. Presenti alla serata anche il direttore sportivo dell’Udinese Calcio Manuel GEROLIN, il direttore generale Franco COLLAVINO, l’onorevole Roberto NOVELLI, il sindaco di Premariacco Roberto TRENTIN con gli assessori Dolores ZUCCOLO e Elena OSGNACH ed il consigliere Andrea ROMANUTTI, l’assessore allo sport del comune di Cividale Giuseppe RUOLO, gli Udinese clubs di Pradamano, S.G.N., Noi con Voi, Friuli, Faedis, eTemplari. 

Alla serata è intervenuto telefonicamente anche Zico dal Brasile, che ha piacevolmente scherzato con Causio, De Agostini e Gerolin.


Orsetto d’ORO a Denis PETRIS che con un grandissimo gesto d’amore ha donato un rene a sua sorella colpita da una grave malattia, mentre gli orsetti d’ARGENTO sono andati a Nicolò SATTOLO, Sophia COCEANCIGH, Luca CASTENETTO, Michele MARIN e Simone BRUNETTI. Riconoscimenti speciali a Eric SPOLLERO campione italiano con la rappresentativa FVG, Franco COZZUTTI e Gianni MAION.
Per un problema tecnico, siamo riusciti a pubblicare le foto della serata solo in data odierna. Nella sezione album, troverete tutte le bellissime foto scattate da Emiliano FORAMITI e Renato GALLIUSSI.

Orsetto d’ORO e Talk Show.

Anche quest’anno per la quarta edizione, giovedi 3 maggio alle ore 19,30 presso il Teatro di Orsaria si terranno le premiazioni dei ragazzi più meritevoli non solo nelle proprie discipline sportive, ma anche verso il prossimo, nell’ambito scolastico e in famiglia. Le società sportive del nostro comune ci forniranno i nominativi di questi “fenomeni”, inoltre anche l’Udinese Calcio Primavera vedrà un proprio calciatore in erba presente per lo stesso motivo. Per l’Orsetto d’Oro, invece, la scelta è caduta su un cittadino della Carnia, che, con un gesto di notevole spessore umano, morale e di grande generosità, ha donato un rene alla sorella, colpita da una grave malattia che ne comprometteva la vita.

Ospiti della serata, condotta dalla bellissima Giorgia BORTOLOSSI di Udinews, saranno i due ex calciatori della Nazionale Italiana di calcio e dell’Udinese Franco CAUSIO e Gigi DE AGOSTINI che parleranno del loro mondiale. Franco quello vittorioso dell’82 in terra di Spagna e Gigi in terra nostrana, con il fantastico terzo posto finale. Aneddoti, segreti, curiosità e chicche direttamente dai ritiri azzurri.

Ci sarà spazio anche per la solidarietà. Infatti a tutti i partecipanti, all’ingresso verrà consegnata una busta vuota; chi lo riterrà opportuno all’uscita potrà inserire nella stessa un’offerta che verrà interamente destinata ad una famiglia del nostro comune, duramente colpita dalla perdita del capo famiglia per un malore.

Ingresso gratuito ma prenotazioni obbligatorie data la limitata capienza di posti ai numeri 335 5622570 e 338 8277442

#PRIMASTUDIOPOISTADIO

Grazie alla collaborazione tra l’Udinese Calcio ed il nostro club, oggi allo stadio Friuli ad assistere a Udinese – Fiorentina, ci saranno 707 nuove presenze, tra allievi, professori, parenti ed amici del Convitto Nazionale Paolo Diacono di San Pietro al Natisone, sede staccata di Cividale, che sommate a quelle di novembre fanno un totale di 1.290 persone. Una nuova opportunità per chi non frequenta spesso gli stadi.

Martedi 24 aprile, presso il liceo di San Pietro al Natisone si terrà un incontro tra i ragazzi e un giocatore della società bianconera nel progetto #PRIMASTUDIOPOISTADIO. Si svolgerà una discussione tra bullismo, integrazione, alimentazione e tutto ciò che la vita di un calciatore professionista comporta quotidianamente.

sdr

Ringraziamo la Rettrice sig.ra Pavatti, i professori, la segreteria dell’istituto, il nostro consigliere Renzo e quanti hanno collaborato all’iniziativa. Un grazie per la collaborazione va anche all’ASD Azzurra Pallavolo di Premariacco.

 

Buona Pasqua

L’Udinese club “Arthur Zico” di Orsaria, augura a tutti gli sportivi, soci e ad alle proprie famiglie, uno speciale augurio di una serena, felice e splendida Pasqua.

Mandi Campione

{CAPTION}Sappiamo bene di che pasta è fatto un Campione, il nostro idolo ce lo ha sempre dimostrato: gentilezza, infinita disponibilità, gratitudine incondizionata per il mondo del calcio e per i suoi tifosi, al di là delle bandiere; tutto sempre condito con sinceri sorrisi.
È stato proprio tutto ciò che il nostro socio Emiliano ha trovato in Davide Astori, ieri sera tardi, poco prima che il Capitano viola salisse nella sua camera d’albergo. Un ultimo selfie che rimarrà scolpito nella memoria di tutti noi, idealmente al fianco di Davide ed Emiliano.
In questi momenti di profondo cordoglio, il nostro club si unisce al dolore dei suoi cari e di tutti gli sportivi che hanno avuto la fortuna di conoscere Davide.
La tua luce sarà brillante in cielo come lo è stata sulla terra. Riposa in pace Campione!

Una foto col campione

In questi ultimi giorni, ad un anno di distanza dall’ultima apparizione di Zico in terra friulana, abbiamo visto pubblicare sui social numerosi selfies del Galinho con ognuno di noi. Abbiamo quindi pensato di raccogliere queste fotografie in un album per poi pubblicarle su questo sito ed inviarle anche ad Arthur. In collaborazione con il Messaggero Veneto, abbiamo deciso che raccoglieremo le foto fino alle ore 12,00 di venerdì 2 marzo, in modo che il giorno successivo, giorno del compleanno di Rei Zico, tutte le foto inviateci verranno pubblicate sul giornale locale e su questo sito.

Questi gli indirizzi per inviarci le foto:

E-Mail: arthurzico.orsaria@gmail.com

Whattsapp: 339 6951932

E’ passato già un anno……..

E’ passato gia un anno, ma sembra ieri. In questi giorni i social ci hanno riproposto le emozioni che Zico ci ha regalato in quei quattro giorni del febbraio 2017. Emozioni che ancora sono forti tra di noi, ma anche i ricordi di moltissimi tifosi che in questi giorni ci postano per dimostrare ancora una volta l’affetto che il popolo friulano ha nei confronti dell’asso carioca. Vi invitiamo a rivedere il video che rimarrà per sempre nei nostri cuori.

Intervista al Galinho su “ilromanista.eu”

Zico: Udine è un pezzo di cuore

Non ho rimpianti in carriera

Zico: Udine è un pezzo di cuore

(ilromanista.eu – Fabrizio Pastore) – King Arthur è nato a Rio. Altro che storie dell’antica Britannia. L’epica la crea il più bel calcio di sempre, a cavallo fra gli Anni 70 e 80. L’eroe da leggenda è Zico, uno che al solo nominarlo si accendeva la fantasia di ogni folla. Quella del Flamengo, che ha rappresentato il suo popolo per antonomasia e se lo è goduto per tre quarti di carriera. Quella di una nazione intera, che in lui ha visto il vero erede di O Rey, tanto da soprannominarlo “Pelè bianco”. Quella di Udine, che per un biennio con lui è stata sole mare e samba. E anche quella romanista, che lo ha agognato a lungo prima di avere il proprio Re in un suo connazionale. «È vero, la Roma mi voleva. Ma è una vecchia storia», conferma lui.

Quella dei giorni nostri parla di un Udinese-Roma alle porte. Zico, vedrà la partita? «Purtroppo no. In Brasile non vengono trasmesse tutte le gare del campionato italiano».

Segue le due squadre? «Mi è capitato di vedere la Roma qualche volta, in Champions. L’Udinese devono raccontarmela».

Ci racconti lei il suo Udinese-Roma allora. «Sono rimasto in Italia solo due anni, non ne ho giocati tanti, ma quello del 1983 fu indimenticabile».

Segnò proprio lei il gol decisivo. «Una grandissima gioia. Battere la squadra migliore d’Italia non capita tutti i giorni».

Per la presenza del suo amico Falcão? «Paulo era un giocatore fantastico, ma i giallorossi avevano tanti altri campioni: Cerezo, Pruzzo, Conti. Tutti. Squadra straordinaria».

Avrebbe potuto giocarci anche lei. «Qualche anno prima…».

Ma…? «Il Flamengo non volle cedermi».

Questione di soldi? «No, di soldi nemmeno si arrivò a parlare. Il mio presidente non volle neanche sedersi a discuterne».

Mentre lei parlò con il suo mancato presidente, Dino Viola. «Vero. Io e Junior avevamo fatto scalo a Roma e un giornalista brasiliano che era mio amico e conosceva anche il presidente Viola fece da tramite per farci incontrare. Fui invitato a pranzo a casa sua».

Cercò di convincerla? «Non ce n’era bisogno, sarei venuto volentieri. Ma all’epoca non si poteva, erano i club proprietari dei cartellini a decidere».

Poi prese Falcão. Come era e com’è considerato in Brasile? «Come in Italia: il Re di Roma».

A parte lui, con chi identifica la Roma? «Con Totti. È la storia del club».

Falcão la chiamò all’epoca? «Sì, qualche tempo dopo. Aveva saputo che sarei venuto in Italia e pensava che avessi firmato con la Juventus».

Forse voleva scongiurare l’ipotesi. Invece si trasferì a Udine. «Avevo trascorso dodici anni con la stessa squadra e le leggi brasiliane dell’epoca mi consentivano di essere ceduto dopo quel periodo».

Perché proprio in Friuli? «Era molto diverso il calcio di allora. A chi lo vive oggi può sembrare assurdo, ma la volontà di noi giocatori contava davvero poco».

Cos’è Udine per lei? «È un pezzo del mio cuore, sono molto legato alla città, alla squadra, ai tifosi. Mi hanno dedicato un’accoglienza speciale e poi sono sempre stati splendidi con me, sarò eternamente grato ai friulani».

Ci torna qualche volta? «L’anno scorso l’ultima volta. Ero a Roma per commentare una gara di Champions per una tv brasiliana e sono andato anche a Udine».

Rispetto agli anni in cui lei era calciatore, il calcio è cambiato più in Brasile o in Italia? «In Brasile. Siamo diventati più attenti all’aspetto tattico. Ma a scapito della tecnica».

La Seleção del 1982 è stata invece il trionfo della tecnica. Eravate il centrocampo più forte del mondo? «Io, Falcão, Cerezo, Socrates: non eravamo male. Junior faceva il terzino. Ma non avemmo la fortuna di provare in gruppo prima, ci trovammo al Mondiale. E senza nessuno che potesse giocare sull’ala. Grandissimi calciatori insieme non sempre fanno una squadra».

È vero che secondo lei la vittoria dell’Italia al Mundial ha peggiorato il calcio? «Si diceva in Brasile, perché gli azzurri non giocavano bene. Ma la vittoria con l’Argentina li sbloccò e con noi meritarono di vincere».

Meglio giocare bene o vincere? «Meglio jogare bonito (dice proprio così, ndr) e vincere».

Peggio la finale del 1950 o Brasile-Germania del 2014? «L’1-7. La finale è una partita in cui tutto può accadere, ma quel risultato è stato spaventoso».

Può riscattarsi nel prossimo Mondiale con Neymar? «Non solo con lui, con tutta la squadra».

Chi vince in Russia? «Se avessi doti da veggente, giocherei alla lotteria».

Meglio Pelè o Maradona? «Pelè».

Messi o Cristiano Ronaldo? «Messi. Ma sarebbe bello avere tutti questi quattro nella mia squadra».

Il giocatore più forte che ha visto giocare? «Pelè».

E il migliore con cui ha giocato? «Sempre Pelè».

Ha un rimpianto in carriera? «Nessuno. Mi lamentavo di non aver partecipato alle Olimpiadi, ma Dio mi ha dato tantissimo. Sono felice così»