Buona Pasqua

L’Udinese club “Arthur Zico” di Orsaria, augura a tutti gli sportivi, soci e ad alle proprie famiglie, uno speciale augurio di una serena, felice e splendida Pasqua.

Una foto col campione

In questi ultimi giorni, ad un anno di distanza dall’ultima apparizione di Zico in terra friulana, abbiamo visto pubblicare sui social numerosi selfies del Galinho con ognuno di noi. Abbiamo quindi pensato di raccogliere queste fotografie in un album per poi pubblicarle su questo sito ed inviarle anche ad Arthur. In collaborazione con il Messaggero Veneto, abbiamo deciso che raccoglieremo le foto fino alle ore 12,00 di venerdì 2 marzo, in modo che il giorno successivo, giorno del compleanno di Rei Zico, tutte le foto inviateci verranno pubblicate sul giornale locale e su questo sito.

Questi gli indirizzi per inviarci le foto:

E-Mail: arthurzico.orsaria@gmail.com

Whattsapp: 339 6951932

Intervista al Galinho su “ilromanista.eu”

Zico: Udine è un pezzo di cuore

Non ho rimpianti in carriera

Zico: Udine è un pezzo di cuore

(ilromanista.eu – Fabrizio Pastore) – King Arthur è nato a Rio. Altro che storie dell’antica Britannia. L’epica la crea il più bel calcio di sempre, a cavallo fra gli Anni 70 e 80. L’eroe da leggenda è Zico, uno che al solo nominarlo si accendeva la fantasia di ogni folla. Quella del Flamengo, che ha rappresentato il suo popolo per antonomasia e se lo è goduto per tre quarti di carriera. Quella di una nazione intera, che in lui ha visto il vero erede di O Rey, tanto da soprannominarlo “Pelè bianco”. Quella di Udine, che per un biennio con lui è stata sole mare e samba. E anche quella romanista, che lo ha agognato a lungo prima di avere il proprio Re in un suo connazionale. «È vero, la Roma mi voleva. Ma è una vecchia storia», conferma lui.

Quella dei giorni nostri parla di un Udinese-Roma alle porte. Zico, vedrà la partita? «Purtroppo no. In Brasile non vengono trasmesse tutte le gare del campionato italiano».

Segue le due squadre? «Mi è capitato di vedere la Roma qualche volta, in Champions. L’Udinese devono raccontarmela».

Ci racconti lei il suo Udinese-Roma allora. «Sono rimasto in Italia solo due anni, non ne ho giocati tanti, ma quello del 1983 fu indimenticabile».

Segnò proprio lei il gol decisivo. «Una grandissima gioia. Battere la squadra migliore d’Italia non capita tutti i giorni».

Per la presenza del suo amico Falcão? «Paulo era un giocatore fantastico, ma i giallorossi avevano tanti altri campioni: Cerezo, Pruzzo, Conti. Tutti. Squadra straordinaria».

Avrebbe potuto giocarci anche lei. «Qualche anno prima…».

Ma…? «Il Flamengo non volle cedermi».

Questione di soldi? «No, di soldi nemmeno si arrivò a parlare. Il mio presidente non volle neanche sedersi a discuterne».

Mentre lei parlò con il suo mancato presidente, Dino Viola. «Vero. Io e Junior avevamo fatto scalo a Roma e un giornalista brasiliano che era mio amico e conosceva anche il presidente Viola fece da tramite per farci incontrare. Fui invitato a pranzo a casa sua».

Cercò di convincerla? «Non ce n’era bisogno, sarei venuto volentieri. Ma all’epoca non si poteva, erano i club proprietari dei cartellini a decidere».

Poi prese Falcão. Come era e com’è considerato in Brasile? «Come in Italia: il Re di Roma».

A parte lui, con chi identifica la Roma? «Con Totti. È la storia del club».

Falcão la chiamò all’epoca? «Sì, qualche tempo dopo. Aveva saputo che sarei venuto in Italia e pensava che avessi firmato con la Juventus».

Forse voleva scongiurare l’ipotesi. Invece si trasferì a Udine. «Avevo trascorso dodici anni con la stessa squadra e le leggi brasiliane dell’epoca mi consentivano di essere ceduto dopo quel periodo».

Perché proprio in Friuli? «Era molto diverso il calcio di allora. A chi lo vive oggi può sembrare assurdo, ma la volontà di noi giocatori contava davvero poco».

Cos’è Udine per lei? «È un pezzo del mio cuore, sono molto legato alla città, alla squadra, ai tifosi. Mi hanno dedicato un’accoglienza speciale e poi sono sempre stati splendidi con me, sarò eternamente grato ai friulani».

Ci torna qualche volta? «L’anno scorso l’ultima volta. Ero a Roma per commentare una gara di Champions per una tv brasiliana e sono andato anche a Udine».

Rispetto agli anni in cui lei era calciatore, il calcio è cambiato più in Brasile o in Italia? «In Brasile. Siamo diventati più attenti all’aspetto tattico. Ma a scapito della tecnica».

La Seleção del 1982 è stata invece il trionfo della tecnica. Eravate il centrocampo più forte del mondo? «Io, Falcão, Cerezo, Socrates: non eravamo male. Junior faceva il terzino. Ma non avemmo la fortuna di provare in gruppo prima, ci trovammo al Mondiale. E senza nessuno che potesse giocare sull’ala. Grandissimi calciatori insieme non sempre fanno una squadra».

È vero che secondo lei la vittoria dell’Italia al Mundial ha peggiorato il calcio? «Si diceva in Brasile, perché gli azzurri non giocavano bene. Ma la vittoria con l’Argentina li sbloccò e con noi meritarono di vincere».

Meglio giocare bene o vincere? «Meglio jogare bonito (dice proprio così, ndr) e vincere».

Peggio la finale del 1950 o Brasile-Germania del 2014? «L’1-7. La finale è una partita in cui tutto può accadere, ma quel risultato è stato spaventoso».

Può riscattarsi nel prossimo Mondiale con Neymar? «Non solo con lui, con tutta la squadra».

Chi vince in Russia? «Se avessi doti da veggente, giocherei alla lotteria».

Meglio Pelè o Maradona? «Pelè».

Messi o Cristiano Ronaldo? «Messi. Ma sarebbe bello avere tutti questi quattro nella mia squadra».

Il giocatore più forte che ha visto giocare? «Pelè».

E il migliore con cui ha giocato? «Sempre Pelè».

Ha un rimpianto in carriera? «Nessuno. Mi lamentavo di non aver partecipato alle Olimpiadi, ma Dio mi ha dato tantissimo. Sono felice così»

E’ nato David

Domenica 4 febbraio 2018, presso il Centro Medico di Rio de Janeiro è nato DAVID, settimo nipote di Zico e figlio di Junior (nella foto di qualche tempo fa ospite del nostro club). Ai nonni ed ai genitori le congratulazioni del nostro club, a David un augurio per la nuova vita che comincia.

De Paul e Bizzarri al CNPD di Cividale

Grazie alla mediazione dell’Udinese club “Arthur Zico”, i calciatori dell’Udinese Rodrigo DE PAUL e Albano BIZZARRI sono stati ospiti del Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale. Integrazione, bullismo ed alimentazione i temi trattati dai ragazzi dell’istituto ducale. Un grazie alla rettrice Patrizia Pavatti ed i suoi collaboratori che hanno permesso che questo incontro abbia riscontrato vivo interesse tra gli studenti ed i calciatori. Domenica prossima 19 novembre in occasione di Udinese – Cagliari ragazzi e famigliari saranno ospiti della squadra bianconera in curva sud per tifare Udinese. Saranno presenti, inoltre, una dozzina di studenti argentini (ospiti del convitto per uno scambio culturale) che tiferanno sopratutto per De Paul, Bizzarri e Maxi Lopez.

Puntata di “club bianconeri” su Udinese TV

Nello scorso mese di ottobre, Udinese TV ci ha dedicato una puntata di “Club bianconeri”, una visione dedicata agli Udinese clubs più longevi e più attivi. Nel link https://www.youtube.com/watch?v=3_HlEAX4Xak la registrazione della puntata per chi se la fosse persa.

Dalla Mongolia ad ……. Orsaria

Ha percorso, fino ad ora, 32.000 km in moto, partendo dalla città Chinggis Khaan nella Mongolia centrale, per girare l’Europa. Girando nel vecchio continente, Manuel Texeira Filho, 64 anni Brasiliano di Jundiaì distretto di San Paulo ma trapiantato nel paese asiatico, ha pensato di far tappa ad Orsaria per conoscere l’Udinese club “Arthur Zico” conosciuto via internet. Ha voluto sapere come i membri del club hanno conosciuto Zico e di come ha passato la sua ultima visita in Friuli. Dopo tutte le delucidazioni, il presidente Scarbolo ha voluto omaggiare Manuel con lo zainetto del club. Quel che si dice, la magia del Galinho